L’obiettivo principale del marketing è quello di acquisire dati utili per interpretare i bisogni dei clienti e, in base a questi, stabilire la migliore strategia.
Con il passare del tempo e dei mutamenti di mercato, la percezione che gli utenti hanno dei brand è cambiata. Oggi il marketing ha quindi bisogno di rivedere le sue priorità: per fidelizzare i clienti, è necessario entrare nella loro vita e offrirgli qualcosa di utile, svincolato dagli obiettivi commerciali.
È da questo adeguamento alle nuove esigenze che prende vita l’utility retail marketing. In questa guida desidero illustrare cosa è e qual è il suo valore aggiunto per un’azienda.
“I consumatori cercano sempre più brand in cui credere.”
Creare valore per il cliente
Il mondo della vendita è diventato sempre più competitivo. Per farsi notare dal proprio target, è insufficiente puntare tutto su ammalianti strategie pubblicitarie: i clienti vogliono che le aziende gli dimostrino che per loro sono importanti. Per farlo, bisogna dare loro qualcosa che sia utile.
L’obiettivo dell’utility retail marketing è proprio questo: offrire ai clienti qualcosa che abbia un valore tangibile e che sia duraturo nel tempo. Creando così un legame fra i propri prodotti o servizi e chi li utilizza.
“Per farsi apprezzare dai clienti, deve essere prima il venditore a riconoscere il loro valore.”
Come diventare utile
Per stabilire la migliore strategia di utility marketing per il proprio target, è necessario che il reparto vendite e quello marketing siano allineati in modo da comprendere, da una parte, cosa può essere davvero utile a migliorare la vita del tuo acquirente, dall’altra, quale servizio offrire per farlo. In linea generale, si può agire su diversi fronti.
Fornire indicazioni
Nell’era della digitalizzazione le informazioni hanno ancora più valore. I clienti cercano sempre molti dati – online così come in un negozio fisico – prima di procedere con una scelta di acquisto: puoi essere l’azienda stessa a fornirli e diventare un punto di riferimento di quel settore.
Agire sul tempo
Avere risposte immediate è un aspetto cruciale per molti acquirenti: per ricevere assistenza, entrare in possesso di un prodotto o servizio oppure avere informazioni. Agire sul tempo equivale a dare valore alle esigenze del proprio cliente.
Risolvere problemi
Per l’esperto del settore, alcune difficoltà sono facilmente rimediabili. Per i propri clienti possono diventare problemi insormontabili: offrire servizi con cui li possano risolvere in autonomia è il giusto passo per essere indispensabile.
“Imparare a conoscere i bisogni del target e pensare a come soddisfarli: è così che si diventa il loro punto di riferimento.”
Perché è utile per l’imprenditore
Lavorare in ottica di utility retail marketing ha diversi vantaggi, sia sul piano relazionale con il cliente sia di pianificazione delle future strategie di marketing.
- Fidelizzazione – si crea un valore che fortifica l’esperienza che il cliente ha con il prodotto o servizio
- Riconoscibilità – si rafforza l’immagine di leader nel settore
- Raccolta dati – i clienti sono più propensi a condividere le loro informazioni, fondamentali per organizzare azioni di marketing mirate
“È arrivato il momento di abbandonare le vecchie convinzioni. Il marketing è cambiato per andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori e così deve fare anche l’imprenditore.”
Per padroneggiare al meglio l’arte della vendita, i venditori devono conoscere al meglio tutte le strategie e tecniche che è possibile attuare. La vendita si è trasformata, così come i clienti: è necessario che anche i propri collaboratori rimangano aggiornati per destreggiarsi al meglio.
In questa guida desidero illustrare due fra le più importanti ed efficaci tecniche di vendita, portando anche degli esempi pratici per poterne sfruttare le potenzialità: l’up selling e il cross selling.
“Tecnica, esperienza e fiducia in se stessi sono i tre elementi per diventare un buon venditore.”
Cosa vuol dire fare up selling
L’up selling è una tecnica di vendita il cui obiettivo è quello di suggerire e spingere il cliente all’acquisto di una versione più costosa – e più completa – del prodotto o servizio desiderato. Tuttavia, nonostante la sua efficacia, deve essere utilizzata con attenzione per evitare di apparire eccessivamente aggressivi.
È compito del venditore capire qual è il momento più adatto per avanzare la proposta: per questo motivo è indispensabile investire sempre nella formazione della forza vendita, così da essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione.
Affinché la tecnica sia valida e possa riuscire nel suo obiettivo, è necessario condurre un’approfondita intervista, così da intercettare eventuali bisogni su cui fare leva.
Esempio di up selling
Immaginiamo di vendere servizi per la telefonia mobile. Il cliente è convinto dell’acquisto del piano base e durante l’intervista è emerso che viaggia spesso all’estero per lavoro. A questo punto si può suggerire di scegliere invece un altro piano tariffario, che includa più servizi per quando si è fuori dall’Italia e che sia quindi più completo per le sue esigenze a lungo termine, facendo leva su:
- Paura di trovarsi in difficoltà in caso di un viaggio improvviso
- Convenienza rispetto all’attivazione di opzioni temporanee per l’estero
“L’ascolto attivo è la base per qualsiasi trattativa di successo.”
Come funziona il cross selling
Come l’up selling, anche il cross selling è una valida tecnica per incrementare le vendite. In questo caso l’obiettivo è quello di spingere il cliente all’acquisto di altri prodotti o servizi complementari a quelli che sta già – o ha già – acquistato.
È sempre necessaria un’attenta indagine delle sue esigenze per evitare di infastidirlo o intimorirlo, così come il tempo gioca un ruolo cruciale. Il cross selling è una tecnica più articolata rispetto la precedente: è fondamentale conoscere perfettamente il listino di vendita e tutte le possibili combinazioni.
Esempio di cross selling
Il cliente sta per acquistare una caraffa filtrante e durante l’intervista è emerso che ha un figlio impegnato in molte attività fuori casa. Si può consigliare di acquistare anche una borraccia dello stesso brand per i familiari, facendo leva su:
- Risparmio rispetto le singole bottiglie usa e getta che il figlio compra quotidianamente
- Praticità di avere tutto della stessa marca così da evitare di recarsi in più negozi per i ricambi
“Nella vendita, così come in tutti i mestieri a contatto con il pubblico, saper leggere il momento giusto in cui agire cambia le sorti della trattativa.”
I vantaggi
Up selling e cross selling sono tecniche molto versatili e facilmente intercambiabili fra loro in base alla trattativa che ci si trova ad affrontare. Oltre al vantaggio di vendere di più nell’immediato, sono un valido aiuto in ottica di fidelizzazione dei clienti e nei rapporti di post vendita: per questo motivo sono molto utilizzate in negozio.
Grazie a queste tecniche si può conoscere maggiormente il potenziale acquirente così da potergli offrire un’esperienza personalizzata. E anche metterlo al corrente di tutti i servizi o prodotti trattati, in modo meno invasivo e più naturale. Creando un vero e proprio legame fra negozio e cliente.
“Per fare gli interessi di un business, è necessario prima intercettare e prendersi cura di quelli dei clienti.”
Arriva un momento, nella carriera di ogni imprenditore, in cui si sente la necessità di fare qualcosa in più. Si è trovato quell’equilibrio che permette di lavorare in serenità, tuttavia l’ambizione vieta di cullarsi in questo periodo di stasi.
Si sente l’esigenza di continuare a migliorare i risultati, incrementare le vendite e potenziare i punti di forza della propria attività.
In questa guida desidero quindi fornire delle indicazioni su come ottimizzare le performance dei venditori e così dei negozi, attraverso tecniche e strategie pratiche.
“Il cambiamento è la grande sfida per migliorarsi: se lo si fa con intelligenza, lo sforzo vale sempre il risultato.”
Aumentare la perdonabilità
Se il proprio negozio si trova in una zona periferica o comunque distante da un’area o centro commerciale, quindi senza un’alta pedonabilità data dalla natura strategica del luogo, è necessario attuare delle strategie volte a indirizzare la clientela verso quello store. Le tattiche che si possono mettere in atto sono diverse: qui ha scelto di presentare le principali.
Presenza online
Ci si può far notare e aumentare il flusso di clientela di un negozio, anche senza investire in costose campagne pubblicitarie. Può sembrare scontato, tuttavia la sola presenza dell’attività sui principali canali digitali può fare la differenza.
Iniziative
Associarsi a iniziative promosse da altre aziende o realtà imprenditoriali, aumenta la riconoscibilità al pubblico. Si può anche decidere di organizzare autonomamente degli eventi con lo scopo di presentare una nuova offerta o servizio.
Promozioni
Un’ottima strategia è quella di organizzare promozioni personalizzate con i propri prodotti o servizi. Concorsi a premi, fidelity card o promo dedicate sono validi stratagemmi per aumentare il traffico di clientela e anche fidelizzarla.
“Anche il luogo più improbabile porta grandi occasioni: è la propria idea a fare la differenza.”
Mantenere alto l’umore dei venditori
Dealer, brand ambassador e promoter: sono loro il propulsore di un’attività commerciale. Per portare dei risultati tangibili bisogna sempre seguire la forza vendita, formandola e soprattutto motivandola.
È di fondamentale importanza fornire delle linee guida chiare e precise sugli obiettivi da raggiungere e su come farlo. Per questo motivo, quando vengono forniti i KPI aziendali, è necessario sempre investire qualche ora del proprio tempo per spiegarli e interpretarli ai collaboratori.
Bastano pochi accorgimenti per far sentire i propri venditori apprezzati e parte di un team. Se tutti lavorano in modo tranquillo e sicuri di avere qualcuno su cui contare, anche le performance migliorano.
“Per far sì che un’azienda funzioni, tutti devono conoscere perfettamente il proprio ruolo: è compito dell’imprenditore assicurarsi che i propri collaboratori sappiano cosa fare e come farlo.”
L’obiettivo principale, quando si intavola una trattativa, è concludere la vendita. Un buon venditore deve averne in mente anche un altro, ben più lungimirante: fare in modo che il cliente ritorni nel negozio.
Fidelizzare, infatti, significa conquistare la fiducia di un acquirente e diventare il suo punto di riferimento per quel prodotto o servizio. Esistono delle regole generali, che i venditori devono conoscere, per moltiplicare le possibilità che questo accada:
- Chiedere un parere – che sia una recensione online oppure a voce, il feedback permette di entrare in maggiore empatia e raccogliere spunti su come migliorare
- Evitare di dare per scontato un quesito – i clienti vogliono la professionalità e la comprensione. Anche di fronte alle domande che sembrano più banali è necessario rispondere in modo impeccabile
- Proporre – molti venditori si limitano passivamente a vendere. Chiedere, invece, aiuta a innescare nuovi bisogni, dando la possibilità di mettere in atto strategie di vendita più complete
“I clienti hanno bisogno di sentirsi unici e importanti. Tutti ritornano dove sono stati bene.”[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_resolution=”1280″ screen_wide_spacer_size=”40″ screen_normal_resolution=”1024″ screen_tablet_resolution=”800″ screen_mobile_resolution=”480″ screen_normal_spacer_size=”30″ screen_tablet_spacer_size=”20″ screen_mobile_spacer_size=”20″][/vc_column][/vc_row]
Per molto tempo si è pensato che reparto vendite e ufficio marketing appartenessero a due mondi separati. Oggi si è acquisita la consapevolezza che, in realtà, sono due ingranaggi dello stesso sistema e, come tali, per far funzionare adeguatamente un’azienda devono essere allineati fra loro. E lavorare in completa sinergia.
È da questa presa di coscienza che nasce lo smarketing. In questa guida desidero illustrare in modo più approfondito che cosa è e perché è necessario conoscerlo e metterlo in pratica in un’attività commerciale.
“Ciò che davvero sta cambiando è la percezione che i clienti hanno del mondo della vendita.”
Superare il passato
Fra sales e reparto marketing intercorre una storica competitività. E si tratta di una realtà viva di ancora molte aziende. Si tratta, tuttavia, di una rivalità infondata poiché entrambi perseguono obiettivi comuni: il benessere aziendale e l’accrescimento dei lead. In poche parole: l’aumento del fatturato.
I motivi di questa ancestrale competizione e assenza di sinergia sono molteplici:
- Poca conoscenza dell’operato dei rispettivi reparti
- Scarsa comunicazione interna
- Mancanza di condivisione degli obiettivi aziendali
Lo smarketing, in questo senso, viene in aiuto. Si tratta infatti dell’allineamento fra i due compartimenti operativi, attraverso una maggiore comunicazione e condivisione delle strategie messe in atto.
“Comunicazione e ascolto attivo sono più efficaci di qualsiasi complicata strategia.”
Massimizzare i risultati
Il fine dichiarato dello smarketing è quello di migliorare le prestazioni dell’azienda e consentire una maggiore visione d’insieme dell’attività. Grazie a un maggior scambio di informazioni fra sales e marketing, infatti, si può delineare maggiormente il target e ottimizzare la lead generation dell’azienda.
Uno scambio attivo di feedback permette di tracciare l’esperienza del cliente nel modo più plausibile possibile e così intercettare – e correggere – i passaggi inefficaci o errati nel processo di vendita. Perdendo molto meno tempo nella raccolta di lead qualificati.
“Un’azienda è un grande team. È necessario superare la suddivisione dei ruoli e iniziare a cooperare.”
Come applicarlo in azienda
Se, nell’azienda, sales e marketing hanno sempre lavorato in completa autonomia senza mai comunicare fra loro, è arrivato il momento di fare un cambio di paradigma. Mettendo in campo la giusta mentalità imprenditoriale e avendo la forza e il coraggio di cambiare per essere sempre al passo con i tempi e con il mercato. E così migliorare sempre di più le prestazioni aziendali.
Per favorire la fusione dei due team in un’azienda è necessario:
- Promuovere lo scambio di feedback e favorire la comunicazione
- Condividere gli obiettivi ai due rispettivi reparti
- Creare piani strategici con obiettivi comuni
“C’è una strana resistenza verso i cambiamenti. Se l’esperienza ci offre un nuovo punto di vista dobbiamo sempre accoglierlo, senza perdere l’occasione di migliorarci.”
Conquistare con lo smarketing l’online e l’offline
Vista la sua recente nascita come concetto e diffusione, si può pensare che lo smarketing riguardi solo o soprattutto l’universo delle vendite digitali. In realtà, è estremamente utile anche nel caso di attività commerciali fisiche.
Esistono due macrocategorie di tecniche che si possono mettere in pratica:
- Azioni social
- Azioni territoriali
Per quanto riguarda la prima, si tratta di tutte quelle strategie online volte a generare lead e a ricevere feedback – generalmente grazie ai sondaggi – su un prodotto o servizio. La seconda riguarda invece tutte quelle tattiche da mettere in atto offline, come la partecipazione o la creazione di eventi indirettamente finalizzati alla vendita, oppure l’instaurazione di rapporti più solidi fra referenti e altri negozi, grazie alla creazione di materiale commerciale ad hoc o proposte personalizzate.
In entrambi i casi, la collaborazione fra reparto vendita e marketing risulta fondamentale al fine di individuare la migliore azione da mettere in atto.
“Marketing e vendita sono la mente e il braccio di tutte le attività di business. Se si desira che funzionino in modo eccellente, queste, devono essere in perfetta simbiosi.”
La creazione di una rete di vendita è un traguardo imprenditoriale molto importante che segna la trasformazione di una carriera lavorativa.
All’interno di una rete è importante destreggiarsi tra l’essere un venditore, un distributore e una fonte di ispirazione per la forza vendita. Solo trovando l’equilibrio fra queste tre figure, si può diventare un imprenditore performante.
In questa guida desidero quindi illustrare quali sono gli aspetti principali e i primi passi pratici, da conoscere e compiere, per avviare il percorso e creare una rete vendita da zero.
“Gli obiettivi fanno di un uomo l’imprenditore che vuole essere.”
Individuare la nicchia
La prima cosa da fare è riflettere sul mercato in cui posizionarsi. Può sembrare scontato: tuttavia, molti imprenditori commettono l’errore di avventurarsi in una nicchia che credono remunerativa e che comprendono poco. Deve essere l’imprenditore il primo a conoscere e credere nel mercato in opera. Questo è l’unico modo con cui portare risultati a lungo termine.
Al contrario, il proprietario di un brand affermato online che sta pensando di passare alla distribuzione offline deve studiare preventivamente il suo potenziale mercato e, soprattutto, osservare le strategie dei principali competitor.
“Piani B e strade semplici sono da evitare.
Chi crede davvero in qualcosa, porta avanti la sua idea senza porsi dei limiti.”
Dominare i numeri
Prima di partire è necessario fare i conti con il budget. Stabilendo e prevedendo prima tutti i costi da affrontare, solo così si possono evitare le brutte sorprese ed essere preparati in caso di imprevisti.
In particolare, bisogna considerare:
- Branding – creazione dell’immagine del marchio e tutto ciò che concerne il marketing
- Collaboratori – contabili, commerciali, forza vendita
- Placement – luoghi online e offline in cui vendere il prodotto/servizio
“Prima di lanciarsi nell’impresa bisogna capire quali sono i costi. Agire con intelligenza e circondarsi di persone competenti è la strada per raggiungere grandi risultati.”
Valutare la distribuzione
Individuata la nicchia, è il momento di valutare il potere distributivo del prodotto o servizio. Stabilendo in anticipo i margini della distribuzione, per proiettare l’eventuale crescita di quel mercato e scegliere se investire in esso oppure cambiare strategia. Per farlo, ci sono diversi step da seguire:
- Creare un A/B test per comprendere le sensazioni di mercato
- Fare una ricerca empirica sul potenziale del prodotto o servizio
- Contattare le potenziali aziende con cui collaborare e accogliere le loro percezioni
“Le strategie si sono evolute e le possibilità sono cambiate. Nel mondo della distribuzione, per avere successo, è fondamentale avere sempre tutto sotto controllo.”
Acquisire la mentalità imprenditoriale
Sono partito dagli aspetti più pratici, tuttavia, c’è un aspetto che fa da collante a tutti questi ed è indispensabile per diventare un imprenditore che porta risultati a lungo termine.
La concezione del più si lavora più si guadagna è ormai superata e ampiamente smentita. Per essere performante, c’è da imparare a dare il giusto valore al tempo e a quello dei collaboratori, mantenendo sempre il focus sugli obiettivi commerciali. Investire sulla formazione personale e su quella della forza vendita: in questo modo si può trasferire il giusto mindset anche ai collaboratori e iniziare a delegare a loro sempre di più.
“Tecniche di vendita e soprattutto mindset. Ecco ciò di cui c’è bisogno per creare un network di successo.”