La mia storia

SavinoNovelli

Sono Founder e CEO di Master Group e Presidente di Millionaire. Ho impiegato tempo, studio e dedizione per arrivare fin qui. La mia anima più profonda, il mio DNA è e sarà sempre quello del venditore.

13
anni alla mia prima esperienza imprenditoriale
2009
anno della mia prima attività imprenditoriale
7.500+
punti vendita nella mia rete oggi
~50 mln
fatturato ecosistema Novelli Group nel 2024
La mia storia

Non sono
partito da
condizioni
privilegiate.

Vengo da una famiglia umile e da una terra, la provincia di Foggia, nella quale spesso bisogna impegnarsi il doppio anche solo per dimostrare di avere una possibilità.

Non avevo un percorso già scritto né un'azienda da ereditare. Avevo però una grande voglia di costruire qualcosa di mio, di rendermi indipendente e di dimostrare, prima di tutto a me stesso, che il punto di partenza non deve necessariamente determinare quello di arrivo.

Ho iniziato giovanissimo in un negozio di telefonia. Da lì sono arrivati la mia prima società, le responsabilità, gli errori, le notti trascorse a cercare soluzioni e, un passo alla volta, la costruzione di un gruppo imprenditoriale che oggi conta circa 27 aziende.

Non racconto la mia storia perché penso che sia speciale. La racconto perché possa essere utile a chi oggi parte con pochi mezzi, ma con una grande volontà.

"Le origini possono indicare da dove vieni. Non devono decidere fin dove puoi arrivare."

Prima dell'imprenditore

Sono nato e cresciuto in provincia di Foggia, all'interno di una famiglia umile. Mio padre operaio in una cabina dosaggio di un'impresa di calcestruzzo e mia madre venditrice della Vorwerk.

Non sono cresciuto pensando di diventare un imprenditore e non avevo davanti a me un percorso già tracciato. Come accade a tanti ragazzi del Sud, sapevo che avrei dovuto conquistarmi ogni opportunità, senza dare nulla per scontato ma avevo le idee chiare volevo fare il manager.

La mia famiglia non poteva consegnarmi un'azienda o una posizione, ma mi ha trasmesso qualcosa che negli anni si è rivelato molto più importante: il rispetto per il lavoro, il valore dei sacrifici e la consapevolezza che la dignità di una persona non dipende da quanto possiede, ma dal modo in cui affronta la vita.

Ancora oggi considero queste origini una parte fondamentale di ciò che sono.

I primi passi

Ho iniziato a lavorare molto giovane.

Nel 2006 sono entrato in un negozio di telefonia. Quella che poteva sembrare una semplice esperienza lavorativa è diventata la mia prima vera scuola.

Lì ho imparato ad ascoltare le persone, a comprendere le loro esigenze e a capire che vendere non significa convincere qualcuno, ma trovare una soluzione capace di generare valore per entrambe le parti.

Mi sono appassionato al rapporto con i clienti, all'organizzazione del lavoro e alla possibilità di trasformare una piccola attività in qualcosa di più grande.

Avevo tanta determinazione, ma pochissima esperienza. Ho imparato facendo, sbagliando e ricominciando. Non sempre le decisioni sono state giuste e non tutti i progetti hanno funzionato come speravo. Ogni difficoltà, però, mi ha obbligato a crescere più velocemente e non mi sono mai sentito in errore.

Costruire senza scorciatoie

Essere imprenditore, soprattutto all'inizio, ha significato occuparmi praticamente di tutto.

Significava vendere, seguire i clienti, risolvere problemi, formare le persone, controllare i conti e assumermi personalmente la responsabilità di ogni scelta.

Nel 2014 sono diventato Master Dealer per il Sud Italia. Nel 2015 è nata Master Group.

Da quel momento il progetto ha iniziato a crescere, coinvolgendo nuove persone, nuovi territori e nuovi settori. Quello che era partito da un negozio di telefonia si è trasformato nel tempo in una realtà imprenditoriale articolata, attiva nelle telecomunicazioni, nell'energia, nei servizi, nel retail e nell'innovazione.

I numeri sono importanti, ma non raccontano tutto.

Dietro ogni risultato ci sono persone che hanno creduto nel progetto, collaboratori che hanno condiviso responsabilità e momenti difficili, famiglie che dipendono dal lavoro generato dalle nostre aziende.

È questa consapevolezza che, ancora oggi, mi fa sentire il peso e il valore del ruolo che ricopro.

Restare al Sud

Nel corso degli anni ho avuto la possibilità di lavorare in tutta Italia e di confrontarmi con grandi aziende, manager, investitori e istituzioni.

Ho scelto, però, di non recidere il legame con la mia terra.

Foggia e il Sud non sono soltanto il luogo dal quale provengo. Sono una parte della mia identità e del mio modo di affrontare le difficoltà.

Crescere in un territorio complesso può diventare un limite, ma può anche insegnarti a essere più resistente, più creativo e più concreto. Ti insegna che le opportunità non sempre arrivano da sole e che, qualche volta, devi essere tu a crearle.

Per questo credo profondamente nella possibilità di fare impresa nel Mezzogiorno, generando lavoro e costruendo aziende capaci di competere a livello nazionale.

Restare non significa accontentarsi. Significa provare a cambiare il luogo nel quale si è scelto di vivere senza lamentarsi ma dandosi da fare!

Gli errori e i momenti difficili

Nel racconto pubblico di un imprenditore si vedono soprattutto le aperture, gli accordi, le acquisizioni e i riconoscimenti.

Si vedono molto meno le preoccupazioni, gli errori, le decisioni prese nei momenti di maggiore incertezza e le volte in cui tutto sembra più difficile del previsto.

Anch'io ho sbagliato.

Ho dato fiducia alle persone sbagliate, ho sottovalutato alcuni rischi e ho intrapreso progetti che non hanno prodotto i risultati sperati. Ci sono stati momenti nei quali ho dovuto rimettere in discussione strategie, rapporti e convinzioni che ritenevo corrette.

Con il tempo ho capito che fallire in una scelta non significa essere un fallito. Significa ricevere una lezione che, spesso, nessun libro sarebbe stato in grado di insegnarti.

La parte più importante non è evitare ogni errore. È assumersene la responsabilità, correggere la direzione e non perdere la capacità di ripartire.

Quello che conta davvero

La crescita professionale mi ha dato grandi soddisfazioni, ma mi ha anche aiutato a capire che il successo non può essere misurato soltanto attraverso il fatturato, le dimensioni di un'azienda o i riconoscimenti ricevuti.

La mia famiglia è il punto intorno al quale ruota tutto il resto.

Mia moglie Martina e mia figlia Nicole rappresentano la parte più vera della mia vita, quella che mi riporta ogni giorno alle priorità e al significato delle responsabilità che mi sono assunto.

Anche la fede occupa un posto importante nel mio percorso. Non la considero qualcosa da esibire, ma una guida personale che mi ricorda il valore della gratitudine, del rispetto e del servizio verso gli altri.

Più crescono le aziende, più sento la responsabilità di utilizzare ciò che ho costruito per creare occasioni anche per altre persone.

Perché racconto la mia storia

Non racconto il mio percorso per dire che tutti debbano diventare imprenditori o che sia sufficiente desiderare qualcosa per ottenerla.

La volontà, da sola, non basta. Servono preparazione, disciplina, capacità di scegliere le persone giuste e disponibilità ad affrontare rinunce che spesso gli altri non vedono.

Racconto la mia storia perché so cosa significa partire senza sentirsi avvantaggiati.

So cosa significa guardare realtà molto più grandi della propria e domandarsi se si sarà mai capaci di raggiungerle.

A chi vive oggi quella sensazione vorrei dire che non bisogna vergognarsi delle proprie origini. Non bisogna nasconderle e non bisogna utilizzarle come una giustificazione.

Il punto di partenza non si sceglie. La direzione, invece, può essere una nostra responsabilità.

Ciò per cui vorrei essere ricordato

Non vorrei essere ricordato soltanto per le aziende che ho fondato o per i risultati economici raggiunti.

Vorrei essere ricordato per le opportunità create, per le persone che sono cresciute insieme a me e per aver dimostrato che anche partendo da una famiglia umile e da una città del Sud si può costruire qualcosa di importante senza dimenticare da dove si viene.

Vorrei che un ragazzo con pochi mezzi, leggendo questa storia, potesse pensare:

"Non sarà facile, ma forse è possibile anche per me".

Se riuscirò a trasmettere questo messaggio, allora una parte del mio percorso avrà avuto un significato ancora più grande.

La maturazione

Ostacoli, difficoltà
e crescita professionale

2009

Il primo negozio

Il mio primo negozio nasce come fornitore di prodotti tech, a cui aggiungo servizi di telefonia fissa e mobile. Il metodo è semplice: up selling e cross selling con i clienti esistenti. Essendo un business basato sulla vendita di servizi, il guadagno è netto e molto consistente.

2010

Il primo ostacolo: un Agenzia di grande operatore smette di pagarmi

L'agenzia partner smette di pagarmi le provvigioni. In quel momento sento la necessità di fare dei cambiamenti. Cerco nuove collaborazioni affidabili e trasformo il negozio in un multibrand. Avvio una partnership con H3G e il mio negozietto, in un comune di soli 17.000 abitanti, diventa fra i primi d'Italia, competitor principale di Milano e Roma. Possibile perché uso lo store come punto fisico per poi vendere anche fuori, visitando le aziende personalmente negli orari di chiusura. Avendo rinunciato anche alla mia amata pennichella tipica del sud.

2012

Aria S.p.A. e il primo piano di sviluppo

I risultati attirano l'interesse di Aria S.p.A., operatore emergente poi acquisito da Tiscali. Divento il primo punto vendita per produzione. Il mio metodo di lavoro attira la direzione commerciale: propongo un piano di sviluppo per l'annessione di altri 200 negozi. Gli obiettivi raggiunti superano il forecast di tre volte. Con il guadagno ottenuto inizio ad assumere i primi dipendenti a cui delegare le attività operative.

2014

Master Dealer Italia

Comprendo l'importanza delle collaborazioni sane e proficue. Avvio partnership con agenti di commercio: io organizzo la retrovendita dei negozi pugliesi, loro li contattano e fidelizzano. Con questa strategia mi estendo in altre regioni e divento Master Dealer del Sud Italia e poi con i risultati prodotti subito per l'Italia.

2015

Master Group

Dopo l'acquisizione di Aria S.p.A. di Tiscali continuo a crescere. Rivaluto le quote del negozio con il mio socio e mi espando nel Nord Italia grazie a 20 agenti e un responsabile alle chiamate commerciali. Nasce formalmente Master Group, con un modello senza fee d'ingresso e senza royalty per i dealer affiliati offrendo ai miei partners il massimo delle provvigioni sul mercato.

2017

La sfida Kena Mobile: 20.000 attivazioni al mese

Mi concentro esclusivamente su Kena Mobile, second brand del gruppo TIM. Durante una Convention, l'AD di Kena Mobile mi lancia una sfida: raggiungere 20.000 acquisizioni al mese. L'anno successivo espongo i risultati: oltre 20.500 attivazioni. Sette anni di grandi soddisfazioni insieme.

2021

KDistribution — unico distributore nazionale

Nasce KDistribution e divento l'unico distributore ufficiale nazionale per Kena Mobile con 3.500+ punti vendita. Nel 2022 lancio la piattaforma KDcube: trasforma i punti vendita in hub multiservizi capaci di offrire ricariche telefoniche, SPID, spedizioni, Amazon Locker, servizi assicurativi, Satispay, Flixbus e molto altro.

2024

Multibrand e partnership A2A

Conclusa l'avventura con Kena Mobile, Master Group si apre nuovamente al multibrand. Le performance e la qualità del lavoro offerto vengono premiate da A2A, che sceglie Master Group come partner per l'intera Italia. Chiudo il 2024 con l'ecosistema Novelli Group a ~50 milioni di fatturato complessivo.

2025

Novelli Group · Millionaire · Cavaliere della Repubblica

La holding Novelli Group conta oggi oltre 27 partecipazioni dirette. Sono diventato Presidente e socio al 40% di Millionaire, storica rivista italiana dell'imprenditoria, con l'obiettivo di rilanciarla come piattaforma e Academy. Ricevo l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dalla Prefettura di Foggia.

Oltre l'imprenditore

Valori,
legami
e passioni.

Il lavoro occupa una parte importante della mia vita, ma non la definisce completamente. Dietro ogni scelta professionale ci sono valori, legami e passioni che hanno contribuito a formare il mio carattere.

La famiglia

La famiglia è il mio punto di riferimento.

È il luogo nel quale non contano i ruoli, i risultati o le responsabilità professionali. È lo spazio nel quale torno semplicemente a essere Savino.

Mia moglie Martina e mia figlia Nicole mi ricordano ogni giorno perché vale la pena impegnarsi, ma anche quanto sia importante non perdere di vista il tempo, gli affetti e le cose semplici.

La mia ambizione più grande non è lasciare loro soltanto qualcosa di materiale. È trasmettere il valore del lavoro, della libertà, della generosità e della capacità di rispettare le persone.

La fede

La fede fa parte del mio modo di vivere e di interpretare ciò che accade.

Non significa pensare di avere sempre le risposte, ma riconoscere che non tutto dipende esclusivamente da noi.

Mi aiuta a mantenere un senso di gratitudine, a ridimensionare l'ego e a ricordare che il potere e il successo hanno valore soltanto quando vengono accompagnati dalla responsabilità.

L'impresa

Per me fare impresa non è soltanto un lavoro. È una passione.

Mi entusiasma vedere un'idea diventare un progetto, un progetto diventare un'azienda e un'azienda trasformarsi in una possibilità di crescita per tante persone.

Amo costruire, mettere insieme competenze diverse e immaginare modelli che ancora non esistono. Ma la parte che continua ad appassionarmi maggiormente è vedere le persone superare i propri limiti e scoprire capacità che, qualche volta, non sapevano nemmeno di avere.

Le persone e le loro storie

Sono attratto dalle storie di chi non ha avuto una strada semplice.

Mi interessano le persone che hanno affrontato ostacoli, commesso errori e trovato comunque la forza di ricominciare.

Credo che dietro ogni impresa ci sia sempre una storia umana. Per questo cerco di conoscere non soltanto i risultati di una persona, ma anche il percorso che l'ha portata fin lì.

Il Sud

Il legame con il Sud è una passione, ma anche un impegno.

Vorrei contribuire a superare l'idea che per realizzarsi sia sempre necessario andare via. Partire può essere una scelta giusta e importante, ma anche restare, investire e creare opportunità nel proprio territorio può essere una forma di coraggio.

Il Sud non ha bisogno soltanto di essere raccontato per le sue difficoltà. Ha bisogno di esempi, investimenti, competenze e imprese capaci di trasformarne il potenziale in occasioni concrete.

Imparare continuamente

Non considero mai conclusa la mia formazione.

Cerco il confronto con imprenditori, professionisti, giovani e persone che operano in mondi diversi dal mio. Ogni incontro può offrire un punto di vista nuovo e ogni domanda può mettere in discussione una certezza.

Credo che uno dei rischi più grandi, quando si raggiungono determinati risultati, sia pensare di non avere più nulla da imparare.

La curiosità, al contrario, ci mantiene vivi, aperti e capaci di evolvere.

Restituire

Con il passare del tempo sento sempre più forte il desiderio di restituire una parte di ciò che ho ricevuto.

Vorrei mettere esperienza, relazioni e competenze a disposizione di giovani e imprenditori che hanno buone idee, ma non sempre gli strumenti o le occasioni per svilupparle.

Non posso promettere che ogni progetto avrà successo. Posso però condividere ciò che ho imparato, compresi gli errori, e aiutare qualcuno a percorrere la propria strada con una consapevolezza maggiore.

"Il successo più autentico non è arrivare da soli. È riuscire, mentre si cresce, a portare con sé anche altre persone."

Le mie passioni

Amo giocare a biliardo, leggere, ascoltare musica, e soprattutto fare investimenti.

"La mia anima più profonda, il mio DNA è e sarà sempre quello del venditore. Distinguersi nel settore delle vendite richiede dedizione, passione e un pizzico di fiducia in sé stessi."
Savino Novelli