Capitale indirizzato verso crescita e capacita produttiva, non verso la copertura delle perdite.

Il debito non è il problema. Il problema è cosa ci fai

Per alcuni imprenditori la parola debito ha un significato automaticamente negativo.

Altri, al contrario, lo considerano una scorciatoia per crescere e sono disposti a indebitarsi per qualsiasi progetto.

Non condivido nessuna delle due posizioni.

Il debito non è buono o cattivo in assoluto. È uno strumento. E come tutti gli strumenti può essere utilizzato per costruire oppure per creare problemi molto seri.

La domanda corretta non è: “È giusto fare debito?”

La domanda è: “Che cosa produrrà il capitale che sto prendendo in prestito?”

Il debito cattivo rimanda i problemi

Il debito diventa pericoloso quando viene utilizzato per coprire perdite strutturali senza intervenire sulle loro cause.

Se un’attività perde denaro ogni mese e prendiamo altro denaro soltanto per mantenerla in vita, non stiamo risolvendo il problema. Lo stiamo rimandando, aggiungendo interessi e scadenze.

Lo stesso vale quando ci indebitiamo per spese che aumentano l’immagine dell’imprenditore, ma non la capacità produttiva dell’azienda.

Il debito cattivo finanzia il passato o la vanità.

Il debito buono deve produrre capacità

Un finanziamento può essere utile quando permette all’azienda di acquistare qualcosa capace di generare valore nel tempo.

Può servire per acquisire un’azienda profittevole, aprire un punto vendita sostenibile, investire in tecnologia o aumentare la capacità commerciale.

Anche in questi casi, però, non basta che l’idea sia buona.

Bisogna comprendere quanto capitale sia realmente necessario, quando arriveranno i risultati, con quali flussi verranno pagate le rate e cosa accadrà se i ricavi saranno inferiori alle previsioni.

Un business plan serio non racconta soltanto cosa accadrà se tutto andrà bene. Deve mostrare cosa succederà se il progetto avrà bisogno di più tempo.

Debito o capitale?

Non sempre il finanziamento bancario è la soluzione migliore.

In alcuni progetti può essere più corretto coinvolgere un socio che condivida il rischio e porti, oltre al denaro, competenze, relazioni o capacità industriali.

Il debito permette di conservare l’equity, ma impone scadenze. Il socio condivide il rischio, ma partecipa al valore futuro e alle decisioni.

La scelta deve dipendere dalla prevedibilità dei flussi, dal rischio del progetto e dal valore reale che un partner può aggiungere.

Le cinque domande da farsi

Prima di assumere un nuovo debito, provate a rispondere con chiarezza:

  1. A cosa servirà esattamente questo denaro?
  2. Quale nuovo valore produrrà?
  3. Con quali flussi verrà restituito?
  4. Cosa accadrà se il progetto renderà meno del previsto?
  5. Sto finanziando una crescita reale oppure sto rimandando un problema?

Il denaro non sostituisce un modello di business sano.

Può però dare a un modello sano la forza necessaria per crescere più velocemente.